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    11° Congresso Europeo
    di Behavior-Based Safety

    Pontificia Università Urbaniana di Roma, 14 giugno 2017

    Da che cosa dipende l’efficacia di un rinforzo o di un feedback? Come evitare che le osservazioni si trasformino in una compilazione automatica e inaccurata di una checklist tra le tante? Che cosa fare dopo che hai raggiunto Zero Infortuni? Il congresso ha chiesto ai suoi relatori internazionali di rispondere a queste domande.
    Si tratta dell’11° edizione del più grande evento in Europa dedicato alla gestione efficace dei comportamenti di sicurezza in ambito lavorativo. L’evento è già stato premiato per 3 volte con una medaglia commemorativa dal Presidente della Repubblica, per l’alto valore morale e il grande impatto sociale.

    Di seguito, i temi principali dei simposi di quest'anno

    1) Il ruolo della direzione nel mantenimento dei processi B-BS e nel coinvolgimento delle ditte terze

    Senza il committment della direzione, chiaro nelle comunicazioni ed concretizzato in alcune attività sotto il diretto controllo del top management, i processi di sicurezza comportamentale rischiano dopo pochi anni di interrompersi e di fallire nel loro scopo, ossia ridurre frequenza e gravità degli infortuni. I direttori degli stabilimenti che in questi anni hanno applicato il protocollo B-BS sono stati invitati a portare la loro esperienza e a raccontare le soluzioni adottate per stabilire un’efficace cascata di A-B-C a partire dall’alta direzione e dalla corporate. Nel congresso saranno illustrati i risultati ottenuti grazie all’applicazione del protocollo, le modalità di coinvolgimento delle ditte esterne e, inoltre, un progetto di B-BS per la guida sicura della rete di vendita.

    2) La B-BS applicata all’ambito sanitario per la salvaguardia di medici, operatori e pazienti

    La prima ricerca svolta in Italia sull’applicazione della B-BS in ambito sanitario, svolta dai ricercatori di AARBA grazie al contributo e al finanziamento di INAIL e del Ministero della Salute, ha mostrato la notevole ricaduta che il protocollo di sicurezza comportamentale ha in ambito sanitario, dove a essere coinvolti dai comportamenti di igiene e sicurezza sono non solo gli operatori e i medici, ma anche e soprattutto i pazienti: poiché le infezioni ospedaliere potenzialmente prevenibili rappresentano il 30% circa di quelle insorte, si può stimare che ogni anno vi siano fra le 135.000 e le 210.000 infezioni prevenibili grazie ad azioni semplici e prive di costi, svolte con alta frequenza, come ad esempio “lavarsi le mani”.  
    Il congresso sarà occasione di conoscere le accortezze per adattare il protocollo standard all’ambito sanitario e per conoscere i risultati che si possono ottenere attraverso le esperienze dirette di alcuni ospedali.